ALBERTO PEZZATO - Il sogno di Giacobbe

  • Alberto Pezzato - Il sogno di GiacobbeAlberto Pezzato - Il sogno di Giacobbe

 

 

L’opera di Alberto Pezzato nasce da un gioco d’infanzia che quasi magicamente dona  tridimensionalità a delle strisce di carta. Lo si faceva da bambini, ripiegando le stelle filanti.
Trasferita nella scala gigante del tessuto, quella “tecnica” è servita a creare una scultura tessile che vede realizzato il sogno di ogni progettista di tessuti: uscire dalla bidimensionalità.
Ma la riflessione dell’artista va oltre, nel momento in cui si chiede se quest’opera non sia in fondo la manifestazione di un suo desiderio inconfessato: il sogno di essere uno scultore.
E il termine “sogno” ritorna nel titolo dell’opera che, agli occhi dell’autore, prende le sembianze di una scala. La scala che nel racconto biblico del Sogno di Giacobbe - uno dei sogni più famosi della storia dell’umanità - sale verso il cielo.


Materiale: Filo di seta e carta washi

FRANCESCO ZAMPIERI - Textum

  • Francesco Zampieri - TextumFrancesco Zampieri - Textum
  La pagina bianca è il supporto della scrittura. La scrittura trasmette nozioni, emozioni, “meraviglie”; ma la scrittura è anche forma, segno grafico che diventa decorazione.
Il Milione, ossia il  Livre des merveilles du monde,  è il resoconto del viaggio in Asia lungo la Via della Seta del mercante e viaggiatore veneziano Marco Polo.
Il titolo che Francesco Zampieri ha scelto per la sua opera è “Textum”, da cui l’italiano “testo”. “Textum” viene dal latino “texere”, ossia “tessuto” che indica “l’intreccio” di parole che formano un discorso.
Textum” è la riproduzione di un testo su due teli di raso di seta bianco: due pagine di un’edizione del ”Libro delle Meraviglie” corredata di postille autografe di Cristoforo Colombo.
Due grandi viaggiatori si incontrano così sulle pagine di un libro: un incontro virtuale, si direbbe oggi, ma soprattutto ancora una volta un “intreccio” di cui a distanza di secoli subiamo tutto il fascino.  

Materiale: Filo di seta  e trame di cotone

MARCO MARTINUZZI - Mea Pausa

  • Marco Martinuzzi - Mea PausaMarco Martinuzzi - Mea Pausa
  L’opera di Marco Martinuzzi trae ispirazione da una fotografia, scattata da lui, che racconta un’esperienza singolare, quasi  surreale. Realizzata con un lampasso di seta, l’opera è fatta di linee e forme semplici, giocate sul bianco e nero. L’esperienza vissuta: una deviazione in auto dall’autostrada ad una strada secondaria dell’Appennino che improvvisamente si interrompe. Nel bel mezzo c’è un blocco di granito. A sdrammatizzare la scena, una vecchia poltrona, vissuta ma leggera.
La rigenerazione: improvviso, scatta il desiderio di scalare quel masso e di godersi nel silenzio della natura il paesaggio da un nuovo punto di vista. Esteriore, ma che scandaglia dentro. Di fronte a tanta bellezza l’autore  si sente appagato e pensa fra sé: “Mea Pausa”. “L’opera d’arte” sulla strada, creata da  un artista senza nome, ha trasformato l’automobilista in viaggiatore, regalandogli il gusto dello stupore e della scoperta di sé.
Oggi, condividendo questa esperienza con noi, l’autore ci  invita a fermarci. Concediamoci una pausa.  

Materiale: Filo di  seta e trame di cotone

ALESSIA NIERO - Ray-on

  • Alessia Niero - Ray-OnAlessia Niero - Ray-On
  L’opera esprime la natura eclettica dell’autrice. In “Ray-on”  Alessia Niero ha infatti voluto e saputo creare una commistione di classico e contemporaneo, partendo da un tessuto da lei realizzato all’inizio della sua collaborazione con Rubelli: il damasco “Mocenigo”, premiato con la prestigiosa Navette D’Or alla Biennale des Editeurs di Parigi nel 1994.  
Nell’opera creata per la mostra installazione, protagonista assoluta è la luce che dà forma e sostanza al motivo decorativo. In questa rivisitazione in chiave high-tech, l’autrice, anziché utilizzare per le trame i filati naturali originali, ricorre alla fibra ottica: un filo che, opportunamente alimentato, si illumina, definendo così le aree del motivo decorativo dell’opera stessa.
Il risultato è una creazione tessile che ripercorre e racchiude l’iter formativo e professionale dell’autrice, in una “luminosa” sintesi di passato e presente, con uno sguardo proiettato nel futuro. 

Materiale: Filo di seta e fibra ottica

ANNA CANDELU’ - Kandhi

  • Anna Candelù-KandhiAnna Candelù-Kandhi
 

"Se riusciamo a coltivare dentro di noi lo spirito del kadhi,
allora possiamo circondarci di semplicità in ogni passo della nostra vita"       
M.K. Gandhi.

L’autrice ricorre ad una citazione di Gandhi per introdurci in una dimensione dello spirito. In questa frase c’è infatti tutta la filosofia del kahdi che, più che un tessuto, è un simbolo della non violenza. L’opera realizzata da Anna Candelù è un abito bianco dalle linee semplici. Nasce dalla sovrapposizione di tre teli di kadhi di seta, montati su singoli pannelli e presentati in una sequenza giocata sulle varie dimensioni del motivo a pois, ottenuto con trame metalliche. L’effetto finale è una trasparenza luminosa. Il kadhi è il tessuto principe tra i tessuti, il più nobile del mondo. Sottile e resistente, è umile ma sofisticato. È il frutto di un lavoro paziente. È il custode della sapienza del mondo. Per l’artista il Kadhi è trasparenza, impalpabile leggerezza, intrinseca sensualità, estrema morbidezza: un’emozione che tocca le note più profonde dell’animo.


Materiale: Kadhi  di seta e metallo

FRIEDERICKE RAAF - Milchstraße (La Via Lattea)

  • Friedericke Raaf - MilchstraßeFriedericke Raaf - Milchstraße
 

Bianco. Elegante. Semplice. Leggero.
Sono le parole chiave per “leggere” questa installazione tessile che vuole essere la rappresentazione di un percorso di crescita e di perfezionamento: da una pesantezza che può sfiorare la goffaggine fino ad arrivare al massimo della leggerezza. Che è anche semplicità. Quasi una metafora della vita.  
Proprio come il cigno che, fuori dall’acqua, avanza sul terreno impacciato, appesantito dal suo stesso peso, ma che poi, spiccato il volo, conquista nell’aria una dimensione di eleganza e levità.
Il telo di seta, di quattro metri di lunghezza, si compone di quaranta strati che si assottigliano sempre più nella loro ascesa verso l’alto.
Bianco. Elegante. Semplice. Leggero. Sempre più leggero. Quasi impalpabile.


Materiale: Filo di seta pura

GABRIELLA ZECCHINI - Genesi…

  • Gabriella Zecchini - GenesiGabriella Zecchini - Genesi
 

Genesi… Alias formazione ed evoluzione di un’opera artistica.
In questa mostra installazione l’autrice ha voluto esprimere una sua dimensione molto intima, riconducibile al suo interesse per la poetica surrealista, in particolare per l’opera “Scritture” di Max Ernst. Si tratta del processo creativo nell’arte, prendendo spunto dal vissuto di arresto creativo che un foglio bianco o una tela bianca possono generare. L’opera di Gabriella Zecchini nasce dal ricordo di un sogno. Protagonista del sogno una tenda che, inondata dalla luce e mossa dall’aria, ondeggia leggera. Tenda che diventa un ponte tra la casa “dentro” e la casa “fuori”.  “Aria e Luce”, “Sogno”, “Onda”: tre grandi pannelli di fili di seta bianca che scorrono in verticale,  attraversando strati di pensieri.  Con l’intento di “vivificare” - per usare un termine caro a Max Ernst - il passaggio di tante trame sotto e dentro fili di seta bianca, facendoli vivere in un gioco di ombre e di luci e che rimandano alla connessione invisibile tra noi e gli altri.


Materiale: Filo di seta, cotone, lino e metallo

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